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3.3._il_sussurro [2020/03/14 19:18] admin [Mastro Leone Cuochi] |
3.3._il_sussurro [2020/03/22 19:44] (versione attuale) admin [Il Sussurro] |
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====== Il Sussurro ====== | ====== Il Sussurro ====== | ||
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===== Origini ===== | ===== Origini ===== | ||
- | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Alla morte con passione!”</font> // ** | + | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Alla morte con passione!”</font> // ** |
<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(motto della Masnada)</font> | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(motto della Masnada)</font> | ||
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>In seguito all’instaurazione del novello regno, la **Gilda dei Liberimercatori** cercò di dare una ripulita alle strade di **Scentiar **facendo un’offerta “irrifiutabile” ad alcuni indesiderabili cittadini: in particolare, la Gilda decise di spedire quell'accozzaglia di canaglie e poveri disperati verso quella terra grezza e inesplorata che erano le Lande Selvagge. Ancora non è chiaro se la decisione presa dai Liberimercatori recò loro un tornaconto in termini di “pulizia sociale” più che di arricchimento materiale o culturale, ma in seguito all’**Editto dei Deprecabili **un variegato gruppo di cittadini fu contattato; alcune brevi e concise parole sussurrate dai portavoce della Gilda convinsero questi uomini che ci sono mali ben peggiori della morte per coloro che //“non pagano i loro debiti”//. Molti scentiariti furono sorpresi di costatare che avevano preso parte alla spedizione anche individui ritenuti intoccabili come **Brando**, un “rispettabile” della cosca dei //galantuomini//, e **Mastro Leone La Roche**, un nobile il cui nome era ben conosciuto presso l’**Universita **e le alte sfere della gendarmeria cittadina, nonché alcuni contriti, vale a dire delatori braccati dai //galantuomini //a causa delle loro soffiate alla **Bargella **(guardia di Scentiar). Questo bizzarro e raffazzonato gruppo di uomini e donne partì verso quelle terre inesplorate in cerca di tesori e conoscenza (in primis lo studio per le peculiari e uniche forze magiche che fioriscono all’interno della Scacchiera), pronti ad arricchire le casse e biblioteche della città di Scentiar. I più ottimisti tra loro vedevano questa sortita come l’unica possibilità di riscattarsi e cancellare i loro debiti nei confronti della città, mentre per gli altri era solo un modo per scegliere di che morte morire.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>In seguito all’instaurazione del novello regno, la **Gilda dei Liberimercatori** cercò di dare una ripulita alle strade di **[[:contee|Scentiar]] **facendo un’offerta “irrifiutabile” ad alcuni indesiderabili cittadini: in particolare, la Gilda decise di spedire quell'accozzaglia di canaglie e poveri disperati verso quella terra grezza e inesplorata che erano le Lande Selvagge. Ancora non è chiaro se la decisione presa dai Liberimercatori recò loro un tornaconto in termini di “pulizia sociale” più che di arricchimento materiale o culturale, ma in seguito all’**Editto dei Deprecabili **un variegato gruppo di cittadini fu contattato; alcune brevi e concise parole sussurrate dai portavoce della Gilda convinsero questi uomini che ci sono mali ben peggiori della morte per coloro che //“non pagano i loro debiti”//. Molti scentiariti furono sorpresi di costatare che avevano preso parte alla spedizione anche individui ritenuti intoccabili come **Brando**, un “rispettabile” della cosca dei //galantuomini//, e **Mastro Leone La Roche**, un nobile il cui nome era ben conosciuto presso l’**Universita **e le alte sfere della gendarmeria cittadina, nonché alcuni contriti, vale a dire delatori braccati dai //galantuomini //a causa delle loro soffiate alla **Bargella **(guardia di Scentiar). Questo bizzarro e raffazzonato gruppo di uomini e donne partì verso quelle terre inesplorate in cerca di tesori e conoscenza (in primis lo studio per le peculiari e uniche forze magiche che fioriscono all’interno della Scacchiera), pronti ad arricchire le casse e biblioteche della città di Scentiar. I più ottimisti tra loro vedevano questa sortita come l’unica possibilità di riscattarsi e cancellare i loro debiti nei confronti della città, mentre per gli altri era solo un modo per scegliere di che morte morire.</font> |
<note> | <note> | ||
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===== Scopi e Assetto ===== | ===== Scopi e Assetto ===== | ||
- | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Memento mori!”</font> // ** | + | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Memento mori!”</font> // ** |
<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>Trad. //“Ricordati che devi morire.”//</font> | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>Trad. //“Ricordati che devi morire.”//</font> | ||
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<font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Contabile:** Non si tratta solamente di contare i soldi: i contabili decidono quali ingaggi accettare per la Masnada, quali uomini inviare a svolgere un incarico e come distribuire oculatamente i profitti.</font> | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Contabile:** Non si tratta solamente di contare i soldi: i contabili decidono quali ingaggi accettare per la Masnada, quali uomini inviare a svolgere un incarico e come distribuire oculatamente i profitti.</font> | ||
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Magistrato:** le uniche cose che differenziano gli uomini dalle bestie sono le regole, dunque i magistrati hanno il compito di appianare e risolvere gli screzi che si creano fra i turbolenti uomini del Sussurro.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Magistrato:** Le uniche cose che differenziano gli uomini dalle bestie sono le regole, dunque i magistrati hanno il compito di appianare e risolvere gli screzi che si creano fra i turbolenti uomini del Sussurro, compreso amministrare il **[[:2.4._i_prodi_alfieri|diritto di "disputa"]]**.</font> |
<font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Feditore: **Si possono vantare della nomea di migliori combattenti della Masnada; sono impiegati principalmente per abbattere i bersagli sensibili presenti tra le fila nemiche.</font> | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Feditore: **Si possono vantare della nomea di migliori combattenti della Masnada; sono impiegati principalmente per abbattere i bersagli sensibili presenti tra le fila nemiche.</font> | ||
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- | ===== Gli Eroi ===== | ||
===== Gli Eroi ===== | ===== Gli Eroi ===== | ||
Linea 83: | Linea 83: | ||
==== Mastro Leone Cuochi ==== | ==== Mastro Leone Cuochi ==== | ||
- | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Lui preferisce guardare al fine… che altri pensino aI come!”</font> // ** | + | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Lui preferisce guardare al fine… che altri pensino aI come!”</font> // ** |
<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Brando Barbieri a proposito del proprio Alfiere)</font> | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Brando Barbieri a proposito del proprio Alfiere)</font> | ||
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>//“La sola cosa che odio sono gli sprechi!”// Queste parole, assieme ad abbondanti manicaretti, erano solite riempire la bocca del **Conte Rogier La Roche** mentre riprendeva con cipiglio crucciato lo snello Leone (e nell’opulenta Gelba, dove la pinguedine distingue il rango aristocratico, questo certo non è certo considerato un complimento). Non sorprende che la stessa frase, seppur con tutt’altro significato, sia diventata una sorta di norma di vita per l'Alfiere.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Rogier La Roche**, Conte delle fertili terre di Ghelba, ebbe la fortuna di avere in giovane età un robusto erede maschio: **Alphonse**. In molti pensarono che quello sarebbe stato solamente il primo di una serie di promettenti eredi ma le cose non andarono così. La prima moglie morì in seguito al parto e dopo pochi anni di lutto il Conte si sposò con una caparbia donna Alemarita: **Amelia Byorkevic**, figlia del capo-carovana dell’omonima famiglia. Pochi anni dopo Amelia mise alla luce Leone e la sorella minore **Rocsenne**. I piccoli, appartenenti al **//"ramo secco"//**, furono cresciuto principalmente dalla madre e dai loro tutori. Il padre, nonostante il loro retaggio, non ripudiò mai i suoi figli arrivando a lasciarli vivere nel sontuoso vigneto di famiglia. Il //“tutore”// del turbolento ragazzo, un eccentrico ma rinomato professore Scentarita, notò l’acume e la scaltrezza del giovane Leone e propose al padre d'instradarlo verso la prestigiosa Università cittadina. Rogier vide un ottima opportunità per il suo sfortunato secondogenito e dopo una lunga serie di trattative con Amelia, Leone partì assieme alla sorella per cominciare la sua vita nella capitale delle Contee. In pochi anni Leone fece conoscere il suo nome all’interno delle aule accademiche di Scentiar grazie alle sue ricerche alchemiche sperimentali e alla sua fama di //“piantagrane”.// Non a caso il giovane trascorse più di una notte come ospite della Bargella assieme ai cugini Byorkevic ma la chiassosa combriccola non fù mai accusata ufficialmente di alcun crimine.</font> |
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- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Preclusa ogni possibilità di avere un peso all’interno della nobile famiglia La Roche, il turbolento Leone fu spedito nella grande città stato di Scentiar per mettere a frutto le sue doti. Conseguito in poco tempo il primo di molti altri dottorati, il giovane intraprese alcune ricerche sperimentali le quali però portarono a ben pochi risultati; questo probabilmente a causa delle lunghe serate passate a confabulare in compagnia di influenti //galantuomini//. Per quanto Leone amasse disertare i propri studi per indulgere in “compagnie alternative”, fu costretto a dedicarsi a essi con rinnovato zelo onde far fronte a una cupa tragedia che colpì la sua famiglia. Per quanto egli abbia sempre mantenuto il più fitto riserbo su tale dramma, è noto che sperperò la sua intera eredità nell’ affannosa cerca di un rimedio e che questo gli valse infine la partenza per i remoti orizzonti della Scacchiera.Per quanto a Leone potesse piacere la vita lontana dalle aule dell’**Università**, fu costretto a farvi ritorno per trovare un rimedio a una tragica problematica che colpì la sua famiglia. Si vocifera che il rampollo La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera. Leone La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera. potesse piacere la vita lontana dalle aule dell’Università, fu costretto a farvi ritorno per trovare un rimedio a una tragica problematica che colpì la sua famiglia. Si vocifera che il rampollo La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera.</font> | + | |
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- | ==== Brando Barbieri ==== | + | |
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- | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Tutto in uno e anche di più!”</font> // ** | + | |
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- | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Mastro Leone a proposito del proprio Cadetto)</font> | + | |
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Non sai mai quale reazione aspettarti dal lunatico //“numero due”// del Sussurro: potrebbe tanto accoglierti quanto farebbecome un’amorevole madre con il proprio figlio o freddarti con una tagliente battuta – e non solo!. Amico di vecchia data di Leone, il quale sembra essere l’unico a sapere sempre come gestire i suoi bizzarri comportamenti del cadetto, Brando gestisce numerosi ruoli all'interno della Masnada, ma quello per cui gli è tributato il maggior rispetto all’interno della banda è il suo operato come in particolare quello di Magistrato. Non a caso alcuni uomini dicono che sarebbe in grado di far sedere in pace allo stesso tavolo il Re e gli Imperatori, questo probabilmente è frutto della sua attenzione verso le esigenze dei membri dell’Élite.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Tutto cambiò quando, in seguito alla dipartita del Conte, Alphonse La Roche cacciò da Gelba la matrigna Amelia, recidendo così ogni legame e obbligo monetario con i due fratellastri.</font> |
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Cresciuto nei sobborghi portuali di Scentiar, Brando fu venduto come schiavo dai propri genitori per saldare un debito nei confronti di alcuni rispettabili //galantuomini//. Cercando di farsi valere in un mondo in cui il denaro fa da padrone, a soli otto anni il giovane ragazzo cominciò a fare svariati lavori presso le botteghe dei //galantuomini//, ma fu come barbiere che ottenne una piccola fama. Questo fu solo il primo di una lunga serie di lavori presso gli esercizi dei //galantuomini//, alcuni dei quali lo portarono anche ad allontanarsi dai confini della città per lungo tempo, tanto che più di una volta è stato dato per morto. Non si sa di preciso quale sia stato il motivo per cui si è diretto verso occidente, ma le voci sono divise in due correnti: la prima crede che sia dovuto al rapporto di amicizia con Leone, e che abbia voluto seguirlo per aiutarlo; altre, invece, sono certe che Brando abbia pestato i piedi a un alto //galantuomo //e la sua unica possibilità di continuare a vivere era fuggire da Scentiar.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Gli anni seguenti furono madidi d'eventi: molte delle più redditizie attività della famiglia La Roche a Scentiar** **furono svaligiate da un ignota banda di malfattori e i colpevoli non furono mai arrestati. La Bargella provò più di una volta a far ricadere la colpa su **Leone**, **Brando **(un amico di vecchia data nonché affidabile professionista legato ai //galantuomini//) e i suoi cugini ma costoro non furono mai incriminati per mancanza di prove. I furti cessarono e per qualche anno tutto filò liscio sino a quando Leone fu costretto a dedicarsi totalmente ai propri studi per far fronte a una cupa tragedia che colpì i suoi affetti più cari. Per quanto egli abbia sempre mantenuto il più fitto riserbo su tale dramma, è noto che sperperò tutte le sue finanze nell’affannosa cerca di un rimedio e che questo gli valse infine la partenza per i remoti orizzonti della Scacchiera (con grande giubilo della Bargella e una grossa parte della nobiltà Scentiarita).</font> |
==== Brando Barbieri ==== | ==== Brando Barbieri ==== | ||
- | //<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Tutto in uno e anche di più!”</font> // | + | **//<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>“Tutto in uno e anche di più!”</font> // ** |
<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Mastro Leone a proposito del proprio Cadetto)</font> | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Mastro Leone a proposito del proprio Cadetto)</font> |