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3.3._il_sussurro [2020/03/15 10:40] admin |
3.3._il_sussurro [2020/03/22 19:44] (versione attuale) admin [Il Sussurro] |
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<font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Brando Barbieri a proposito del proprio Alfiere)</font> | <font 11pt/Calibri,sans-serif;;#2980b9;;inherit>(Brando Barbieri a proposito del proprio Alfiere)</font> | ||
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>//“La sola cosa che odio sono gli sprechi!”// Queste parole, assieme ad abbondanti manicaretti, erano solite riempire la bocca del **Conte Rogier La Roche** mentre riprendeva con cipiglio crucciato lo snello Leone (e nell’opulenta Gelba, dove la pinguedine distingue il rango aristocratico, questo certo non è certo considerato un complimento). Non sorprende che la stessa frase, seppur con tutt’altro significato, sia diventata una sorta di norma di vita per l'Alfiere.</font> | + | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>**Rogier La Roche**, Conte delle fertili terre di Ghelba, ebbe la fortuna di avere in giovane età un robusto erede maschio: **Alphonse**. In molti pensarono che quello sarebbe stato solamente il primo di una serie di promettenti eredi ma le cose non andarono così. La prima moglie morì in seguito al parto e dopo pochi anni di lutto il Conte si sposò con una caparbia donna Alemarita: **Amelia Byorkevic**, figlia del capo-carovana dell’omonima famiglia. Pochi anni dopo Amelia mise alla luce Leone e la sorella minore **Rocsenne**. I piccoli, appartenenti al **//"ramo secco"//**, furono cresciuto principalmente dalla madre e dai loro tutori. Il padre, nonostante il loro retaggio, non ripudiò mai i suoi figli arrivando a lasciarli vivere nel sontuoso vigneto di famiglia. Il //“tutore”// del turbolento ragazzo, un eccentrico ma rinomato professore Scentarita, notò l’acume e la scaltrezza del giovane Leone e propose al padre d'instradarlo verso la prestigiosa Università cittadina. Rogier vide un ottima opportunità per il suo sfortunato secondogenito e dopo una lunga serie di trattative con Amelia, Leone partì assieme alla sorella per cominciare la sua vita nella capitale delle Contee. In pochi anni Leone fece conoscere il suo nome all’interno delle aule accademiche di Scentiar grazie alle sue ricerche alchemiche sperimentali e alla sua fama di //“piantagrane”.// Non a caso il giovane trascorse più di una notte come ospite della Bargella assieme ai cugini Byorkevic ma la chiassosa combriccola non fù mai accusata ufficialmente di alcun crimine.</font> |
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+ | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Tutto cambiò quando, in seguito alla dipartita del Conte, Alphonse La Roche cacciò da Gelba la matrigna Amelia, recidendo così ogni legame e obbligo monetario con i due fratellastri.</font> | ||
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+ | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Gli anni seguenti furono madidi d'eventi: molte delle più redditizie attività della famiglia La Roche a Scentiar** **furono svaligiate da un ignota banda di malfattori e i colpevoli non furono mai arrestati. La Bargella provò più di una volta a far ricadere la colpa su **Leone**, **Brando **(un amico di vecchia data nonché affidabile professionista legato ai //galantuomini//) e i suoi cugini ma costoro non furono mai incriminati per mancanza di prove. I furti cessarono e per qualche anno tutto filò liscio sino a quando Leone fu costretto a dedicarsi totalmente ai propri studi per far fronte a una cupa tragedia che colpì i suoi affetti più cari. Per quanto egli abbia sempre mantenuto il più fitto riserbo su tale dramma, è noto che sperperò tutte le sue finanze nell’affannosa cerca di un rimedio e che questo gli valse infine la partenza per i remoti orizzonti della Scacchiera (con grande giubilo della Bargella e una grossa parte della nobiltà Scentiarita).</font> | ||
- | <font 14px/Arial,Helvetica,sans-serif;;inherit;;inherit>Preclusa ogni possibilità di avere un peso all’interno della nobile famiglia La Roche, il turbolento Leone fu spedito nella grande città stato di Scentiar per mettere a frutto le sue doti. Conseguito in poco tempo il primo di molti altri dottorati, il giovane intraprese alcune ricerche sperimentali le quali però portarono a ben pochi risultati; questo probabilmente a causa delle lunghe serate passate a confabulare in compagnia di influenti //galantuomini//. Per quanto Leone amasse disertare i propri studi per indulgere in “compagnie alternative”, fu costretto a dedicarsi a essi con rinnovato zelo onde far fronte a una cupa tragedia che colpì la sua famiglia. Per quanto egli abbia sempre mantenuto il più fitto riserbo su tale dramma, è noto che sperperò la sua intera eredità nell’ affannosa cerca di un rimedio e che questo gli valse infine la partenza per i remoti orizzonti della Scacchiera.Per quanto a Leone potesse piacere la vita lontana dalle aule dell’**Università**, fu costretto a farvi ritorno per trovare un rimedio a una tragica problematica che colpì la sua famiglia. Si vocifera che il rampollo La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera. Leone La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera. potesse piacere la vita lontana dalle aule dell’Università, fu costretto a farvi ritorno per trovare un rimedio a una tragica problematica che colpì la sua famiglia. Si vocifera che il rampollo La Roche sperperò ogni suo risparmio, e anche oltre, per sovvenzionare questa sua cerca; e che furono proprio questi debiti a costringerlo a muovere i propri passi verso la Scacchiera.</font> | ||
==== Brando Barbieri ==== | ==== Brando Barbieri ==== |