Questa è una vecchia versione del documento!
“Memento mori!”
Trad. “Ricordati che devi morire.”
(grido di guerra)
In seguito all’instaurazione del novello regno, la Gilda dei Liberimercatori cercò di dare una ripulita alle strade di Scentiar facendo un’offerta “irrifiutabile” ad alcuni indesiderabili cittadini: in particolare, la Gilda decise di spedire quell'accozzaglia di canaglie e poveri disperati verso quella terra grezza e inesplorata che erano le Lande Selvagge. Ancora non è chiaro se la decisione presa dai Liberimercatori recò loro un tornaconto in termini di “pulizia sociale” più che di arricchimento materiale o culturale, ma in seguito all’Editto dei Deprecabili un variegato gruppo di cittadini fu contattato; alcune brevi e concise parole sussurrate dai portavoce della Gilda convinsero questi uomini che ci sono mali ben peggiori della morte per coloro che “non pagano i loro debiti”. Molti scentiariti furono sorpresi di costatare che avevano preso parte alla spedizione anche individui ritenuti intoccabili come Brando, un “rispettabile” della cosca dei galantuomini, e Mastro Leone La Roche, un nobile il cui nome era ben conosciuto presso l’Università e le alte sfere della gendarmeria cittadina, nonché alcuni contriti, vale a dire delatori braccati dai galantuomini a causa delle loro soffiate alla Bargella (guardia di Scentiar). Questo bizzarro e raffazzonato gruppo di uomini e donne partì verso quelle terre inesplorate in cerca di tesori e conoscenza (in primis lo studio per le peculiari e uniche forze magiche che fioriscono all’interno della Scacchiera), pronti ad arricchire le casse e biblioteche della città di Scentiar. I più ottimisti tra loro vedevano questa sortita come l’unica possibilità di riscattarsi e cancellare i loro debiti nei confronti della città, mentre per gli altri era solo un modo per scegliere di che morte morire.
Non sempre gli affari vanno bene a Scentiar: a volte per appianare un piccolo ma arduo debito si è costretti a chiedere soldi alle persone sbagliate, ma questo non fa altro che accrescere ancor di più il problema. Molti hanno provato a scappare dai loro creditori invano e, quando ogni possibilità di fuggire da queste situazioni viene meno, si è disposti ad accettare ogni tipo di offerta, anche le estreme e più pericolose, se questo porta a vivere una vita senza la paura di essere sgozzato in un vicolo come un cane o ancor peggio vedere i propri familiari fare una fine peggiore.
Udite, udite,
Da quest’oggi, anno terzo della novella Era del Regno, per volontà degli onorevoli Principi Liberimercatori di Scentiar, chiunque abbia un debito, per quanto piccolo, e si ritrovi insolvente alla scadenza dello stesso, potrà far appello a questo editto e prender la moneta del Deprecabile.
Ai Deprecabili la Gilda dei Liberimercatori si offre da tale data come pubblico garante. A fronte di tale generosa concessione, tuttavia, e come necessaria tutela, il Deprecabile si impegna a mettersi al servizio della Gilda stessa, onde accrescerne il prestigio, e in particolare a esplorare in sua vece le Lande Selvagge dell’ovest, terre vergini e potenzialmente nuova fonte di commercio e lustro per la nostra bella città. Qualunque debito viene dunque congelato fin tanto che il Deprecabile si trovi nella Scacchiera, per ogni giorno di lavoro svolto presso suddette terre verrà detratto un Delfino d’oro al debito del deprecabile, una volta cancellata totalmente la propria morosità al deprecabile sarà concesso fare ritorno presso la Libera città di Scentiar. Ogni anno, i Deprecabili dovranno comunque versare una piccola gabella alla Gilda, onde dimostrar la loro buona fede e la ferrea volontà di tornare a Scentiar: un messo verrà quindi inviato annualmente nella Scacchiera onde riscuoter tale pegno.
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